DDL SULLE PMI
Il Consiglio dei ministri, ha approvato il 14 gennaio 2025, su proposta del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Sen. Adolfo Urso, il primo disegno di Legge annuale sulle PMI, che introduce misure strategiche per rafforzare le micro, piccole e medie imprese italiane, incentivando l’aggregazione, l’innovazione del sistema produttivo e l’accesso al credito. Si sofferma, particolarmente su alcune modifiche al decreto 81/2008 e precisamente su argomenti quali il disegno di legge annuale sulle piccole e medie imprese che prevede l’assegnazione di risorse per sostenere programmi di sviluppo di PMI appartenenti alla filiera della moda; riconosce, inoltre le società denominate “centali consortili” cioè nuovi enti giuridici che fungono da strutture di indirizzo e coordinamento per le micro, piccole e medie imprese già organizzate in consorzi di filiera.
Questi enti mirano a rafforzare la competitività e l’innovazione delle imprese attraverso modelli di cooperazione efficienti e solidali. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy esercita la vigilanza esclusiva per garantire il rispetto delle finalità mutualistiche. La norma, delega il Governo a disciplinare il funzionamento e la vigilanza delle Centrali consortili entro 12 mesi. Altre modifiche introdotte riguardano: l’estensione dell’esonero dall’assicurazione obbligatoria anche per i carrelli elevatori e per altri veicoli utilizzati dalle imprese in aree ferroviarie, portuali e aeroportuali, con specifici requisiti stabiliti dalla norma e l’elaborazione da parte dell’INAIL dei modelli semplificati di organizzazione e gestione in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro, prevedendo che per l’attività di lavoro prestata con modalità di lavoro agile in ambienti di lavoro che non rientrano nella disponibilità giuridica del datore di lavoro, l’assolvimento degli obblighi di sicurezza è assicurato mediante consegna al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di un’informativa scritta che individui i rischi generali e i rischi specifici. In caso di omissione dell’obbligo informativo, il datore di lavoro è punito con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.200 a 5.200 euro.
Tra i principali obiettivi del provvedimento spicca l’introduzione di un testo unico dedicato alle startup e alle PMI innovative, pensato per razionalizzare e semplificare le normative vigenti. si ridefiniscono il ruolo e le funzioni del Garante per le micro, piccole e medie imprese, chiamato, tra l’altro, ad attuare un nuovo approccio alla consultazione, denominato “Reality Checks”, che raccoglie informazioni da una selezione di esperti e portatori di interesse, pubblici e privati, in determinati settori, per identificare gli ostacoli normativi, tecnici ed economici derivanti dall’attuazione delle relative norme”.
Altro importante obiettivo è il Focus su giovani e donne; infatti il DDL introduce misure mirate a favorire l’imprenditorialità giovanile e femminile, con risorse gestite da Cassa Depositi e Prestiti (CDP) per sostenere la creazione di imprese guidate da under 35 e donne, categorie spesso penalizzate nell’accesso al capitale. Per quanto riguarda la formazione il ddl mira, prima di tutto, a guidare le amministrazioni verso l’individuazione di soluzioni formative funzionali al raggiungimento degli obiettivi strategici per la formazione dei dipendenti; il perseguimento degli obiettivi è indispensabile anche per il conseguimento dei target del PNRR.
Dunque, a partire dal 2025, deve essere raggiunta una quota non inferiore alle 40 ore di formazione pro-capite annue. Gli ambiti previsti per la formazione obbligatoria dei dipendenti sono i seguenti: attività di informazione e di comunicazione delle amministrazioni (l. n. 150 del 2000, art. 4); salute e sicurezza sui luoghi di lavoro (d.lgs. n. 81 del 2008, art. 37); prevenzione della corruzione (l. n. 190 del 2012, art. 5); etica, trasparenza e integrità; contratti pubblici; lavoro agile; pianificazione strategica. In conclusione, possiamo dire che le modifiche e gli inserimenti apportati rispecchiano l’impegno costante del legislatore nell’adeguare la normativa alle nuove esigenze del mercato del lavoro e ai recenti sviluppi normativi europei e internazionali.
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